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5 Motivi per cui Mangiare Avocado non è una Scelta Sostenibile

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Abbiamo già parlato di come l’Avocado sia un superfood che, da parecchi anni ormai, ha conquistato le tavole di tutto il mondo, ma soprattutto il cuore (e l’Instagram) dei millenials.

Questo frutto esotico non fa naturalmente parte della dieta mediterranea – né europea o caucasica se per questo – ma è stato importato dall’America Latina, dove cresce spontaneamente e viene consumato sin dai tempi degli Aztechi. Eppure, una volta giunto da noi abbiamo scoperto improvvisamente di non poterne più fare a meno.

Nonostante l’avocado sia ricco di nutritivi e grassi buoni che lo rendono un cibo “super” e perfetto per gli sportivi, dietro questo mercato da miliardi di dollari si nascondono dei segreti non proprio pulitissimi. Andiamo a scoprire insieme cosa si nasconde dietro quello che, in pochissimo tempo, è diventato un vero e proprio business da miliardi di dollari.

Le prime a rimetterci sono le Foreste

Rispetto ad una ventina d’anni fa, la domanda di avocado nel mondo è aumentata esponenzialmente: perché? Semplice. Grazie a delle manovre di marketing create ad hoc, questo frutto esotico è diventato la moda del millennio che (proprio come molte altre mode) si è rivelata decisamente insostenibile.

Una cesta contenente degli Avocado
 Deforestazione significa modificare un intero ecosistema, intaccandone e riducendone la biodiversità, ma significa anche contribuire al drastico cambiamento climatico che sta avvenendo sotto i nostri occhi.
(Photo by R’n’Shot on Unsplash)

L’avocado necessita di un clima tropicale per crescere, infatti non può essere coltivato in maniera massiccia in Pesi come l’Italia che, quindi, deve importarlo. Se vent’anni fa venivano importati pochi chili di avocado, adesso parliamo di milioni di tonnellate. I Paesi che esportano maggiormente questo superfood sono però anche quelli più “poveri”: Nel 2018 – secondo la FAO – il maggior produttore (ed esportatore) di avocado è stata la Repubblica Dominicana (con ben 644306 tonnellate) seguito da: Perù, Indonesia, Colombia, Kenya e Brasile.

Ma non solo: la maggior parte degli Stati che producono maggiormente avocado si trovano nell’America Latina, specialmente nella zona che circonda la Foresta Amazzonica che, ricordiamolo, è il più grande polmone verde del mondo. L’aumento mondiale della domanda implica l’aumento della produzione e quindi la necessità di trovare nuovi terreni per coltivarlo. Questi terreni molto spesso sono proprio quelli occupati dalle foreste e, quindi, anche dalle popolazioni indigene che ci vivono.

In questi luoghi sono state create delle vere e proprie colture intensive che – al pari degli allevamenti intensivi di bestiame – provocano disastrosi impatti ambientali: il principale – ma non certamente l’unico – è la deforestazione, di cui l’80% viene causato per fare spazio a terreni agricoli. Un pessimo esempio è il Messico, uno degli Stati leader nella produzione di avocado. Ogni anno vengono abbattuti ettari di foreste (che ospitano alberi secolari) per fare spazio alle piantagioni, che crescono a ritmi vertiginosi per stare dietro alla domanda in costante aumento.

La seconda risorsa in crisi è l’acqua

Per crescere l’avocado necessita di grandissime quantità d’acqua, decisamente molta più di quella che richiederebbe una foresta. Si stima che occorrano circa 70 litri di acqua per far crescere un singolo avocado: 14 volte di quella che serve per un pomodoro.

Il Cile, in cui l’acqua potabile è una risorsa preziosa e poco accessibile, ne riserva quasi l’80% per l’ambito agricolo: addirittura, chi gestisce le grandi piantagioni di avocado ha installato dei canali illegali per trasportare l’acqua che serve ai campi, causando una gravissima siccità e lasciando gli abitanti dei villaggi limitrofi praticamente senz’acqua.

Alcune compagnie agroalimentari cilene sono state infatti condannate per aver violato il diritto fondamentale all’acqua della popolazione. Con l’acuirsi degli effetti dei cambiamenti climatici, i problemi di questo tipo sono destinati ad aggravarsi: ma dato che l’avocado garantisce profitti sicuri e stabili, nulla verrà fatto per combattere queste illegalità.

Un fiume in mezzo ad una valle
 L’acqua non è più disponibile per le popolazioni locali: viene consegnata dai camion statali e quasi sempre non in condizioni ottimali. Più volte è capitato che dei cittadini si ammalassero a causa del liquido contaminato. 
(Photo by Marc Zimmer on Unsplash)

L’acqua prelevata dai fiumi circostanti e dal sottosuolo non solo viene negata alle popolazioni locali e alla fauna selvatica, ma causa un ulteriore (e dannosissimo) problema: la contaminazione delle falde acquifere a causa del massiccio utilizzo di insetticidi e fertilizzanti.

Le terze a non sostenere questo ritmo sono le specie animali

La deforestazione in costante aumento nelle regioni tropicali è un problema che si riflette direttamente non solo sulle foreste stesse (e tutto ciò che comporta, in termini di ossigeno e anidride carbonica) ma sta avendo un impatto devastante anche e soprattutto sulla fauna locale che si rifugia in queste foreste, come la farfalla monarca che migra in Messico nei periodi invernali.

Questa farfalla – già da parecchi anni in pericolo di estinzione – è famosa per l’incredibile migrazione di massa che intraprende ogni anno dal Canada per arrivare fino in Messico. Questo fenomeno è unico in natura ma, purtroppo, rischia di cessare di avvenire a causa della diminuzione progressiva delle foreste di Michoacán, in cui le farfalle monarca sono solite svernare e accoppiarsi. Queste foreste rischiano di scomparire per sempre e, con loro, anche le farfalle.

Le quarte ad avere problemi insormontabili sono le popolazioni locali

L’aumento repentino della domanda di materie prime agricole destinate all’esportazione (come l’avocado) ne fa aumentare vertiginosamente il prezzo, rendendole inaccessibili alle popolazioni locali. Eppure, sono questi i popoli che (da secoli) considerano questi alimenti come parte della propria dieta tradizionale. Infatti, l’avocado non fa parte della nostra alimentazione originaria, ma è stato “importato” come moda.

mercato di avocado
 Il giro d’affari dell’avocado, quindi, ha creato un vero e proprio problema sociale, generando uno svuotamento socio-culturale causato dalla siccità.
(Photo by Fran Hogan on Unsplash)

E non è tutto: la rapida espansione delle piantagioni porta con sé numerose azioni illegali, incluso l’accaparramento delle terre, lo sfruttamento dei lavoratori e altre violazioni dei diritti umani, perpetrate principalmente ai danni di Popoli Indigeni e comunità locali. Spesso sono i cartelli della droga a vedere in questo commercio delle opportunità e perciò cercano in tutti i modi di entrare in questo business. L’avocado, infatti, viene chiamato l’oro verde grazie ai guadagni facili che offre.

Al quinto posto c’è un problema fin troppo dibattuto: le emissioni di CO2 e il Cambiamento Climatico

Potrebbe sembrare un problema “minore” ma non è affatto così: stiamo parlando delle ingenti emissioni di CO2 e la considerevole produzione di imballaggi legate al trasporto di alimenti provenienti da Paesi lontani. Un chilo di avocado deve compiere un lunghissimo viaggio per arrivare dal Messico (dove viene prodotto) in Italia (dove viene consumato) percorrendo 10.200 km circa, con un totale di 18,5 kg di anidride carbonica emessa in atmosfera.

In tutto questo, stiamo volutamente evitando di contare tutta la CO2 che non viene più assorbita dalle foreste che sono state decimate a causa delle piantagioni di avocado in perpetua crescita e proliferazione.

Quindi viene spontaneo chiedersi fino a che punto convenga davvero mangiare tutto questo avocado, solo perché sui social fa davvero una bella figura. Certamente, è un alimento che riesce a coniugare benefici e un sapore delizioso, ma ne vale davvero la pena?

Viviamo in un Paese che vanta la dieta migliore di tutte: quella mediterranea. Sulle nostre tavole fino a pochi anni fa al posto dell’avocado, i grassi vegetali venivano (quasi) tutti da un superfood al 100% nostrano ed eccellenza mondiale: l’olio d’oliva. Inoltre, frutta e verdura certo non mancano: è quindi consigliabile consumare cibo di stagione e prodotto localmente in modo ecologico. E se dovessimo avere voglia di un sapore esotico, in Sicilia (grazie al clima favorevole) si trovano anche coltivazioni ( totalmente biologiche) di avocado.

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