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Coronavirus, è emergenza rifiuti: bisogna riciclare

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Sono tante – forse troppe – le dolorose conseguenze che il nostro Paese sta affrontando per far fronte all’emergenza Coronavirus. Ospedali sovraccarichi, medici e infermieri costretti a combattere in prima linea; le numerosissime famiglie ormai sull’orlo della povertà, per non parlare della crisi economica che si profila all’orizzonte e infine – non per importanza – l’emergenza rifiuti, che riguarda anche quelli ospedalieri.

Di norma, durante una pandemia l’utilizzo di materiali ospedalieri – principalmente, ahimè, usa e getta – raggiunge proporzioni bibliche: in Cina le prime, disastrose, conseguenze si sono già viste: migliaia di mascherine ritrovate sulle spiagge di Hong Kong. Purtroppo, siamo di fronte ad un dilemma etico: le mascherine e i guanti – per non parlare di altri materiali – sono, in questi casi estremi, un bene di primissima necessità. Eppure, se non smaltiti correttamente, possono inquinare in maniera catastrofica interi ecosistemi.

Un uomo disteso in mezzo a dei rifiuti
un uomo sdraiato su una pila di rifiuti

L’Italia rischia un sovraccarico di rifiuti: dove e come smaltire?

L’Italia ha sempre avuto un rapporto problematico con lo smaltimento rifiuti. Finora, se l’è cavata con mezzi non sempre nobilissimi – ma ora si sono aggiunte ulteriori aggravanti. Innanzitutto, gli altri Stati non sono più disposti a farsi carico della nostra sovrabbondante spazzatura (come, invece, hanno fatto finora) non solo a causa della chiusura delle frontiere – anche quelle interne alla zona Schengen – ma anche a causa delle restrizioni applicate da molti impianti di smaltimento (discariche, inceneritori e via discorrendo) che cercano di prevenire ogni forma di contagio.

Il Ministero dell’Ambiente è quindi intervenuto con una circolare che prende atto delle criticità di questa emergenza – dilazionando le responsabilità onde evitare di creare una falla nel nostro (già precario) sistema di smaltimento rifiuti. Sergio Costa – l’attuale Ministro dell’Ambiente – ha ricordato la responsabilità delle Regioni, che in questo particolare momento storico devono intervenire tempestivamente. Ma soprattutto, la responsabilità cade sui cittadini che devono iniziare a contribuire in maniera attiva – non più rimandando il problema con le solite frasi fatte (“io non riciclo perché tanto poi mettono tutto insieme”).

#ricicloincasa, il Ministero lancia l’hashtag per incoraggiare comportamenti green

fonte: minambiente.it

L‘ultimo tentativo dello Stato di incoraggiare i cittadini al riciclo parte dalle piattaforme social – che, specialmente ora, sono un’ottima vetrina per qualsiasi iniziativa. Pubblicando un contenuto social con l’hashtag #ricicloincasa – che ritrae l’utente mentre fa un corretto uso della raccolta differenziata, oppure mentre dà nuova vita ad un oggetto altrimenti da buttare – si aderisce alla campagna, aiutando il Ministero a sensibilizzare il popolo italiano riguardo i benefici (e le necessità) di un corretto smaltimento dei rifiuti.

Siamo chiamati tutti a restare a casa e questo può essere anche un modo per scoprire nuovi percorsi, per cambiare atteggiamento. Dobbiamo costruire una mentalità nuova per quando ripartiremo e questa mentalità nuova inizia dalle famiglie. La logica dell’usa e getta si inserisce in un meccanismo mentale sbagliato. Nel mondo dei rifiuti si può riciclare, riutilizzare, evitando di andare ad aggredire il nostro pianeta. Penso ai cambiamenti climatici, ora è tutto focalizzato sul Covid 19, ma approfittiamo di questa vicenda, che pur rimane una tragedia immane, per rivedere i nostri comportamenti e ripartire con una mentalità diversa. Il mondo di dopo non sarà più lo stesso.

Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente

Come sempre, vivere un momento drammatico – come quello in cui siamo costretti adesso – può provocare diverse reazioni nelle persone. Il Ministro dell’Ambiente Costa è fiducioso: l’Italia dovrà contribuire alla costruzione del mondo di domani con una mentalità completamente diversa da quella adottata finora (improntata sull‘utilizzo smodato di prodotti in plastica usa e getta, già da tempo scoraggiati). Bisogna quindi cambiare, pensando e soprattutto agendo in modo più umano e ambientalmente sostenibile.

Impariamo a riciclare anche per combattere il Crimine Organizzato

Purtroppo, la criminalità organizzata “si inserisce non solo dove c’è business, ma principalmente dove le norme sono fragili o dove il sistema non funziona in modo trasparenteaggiunge Costa – per trasparente intendo tracciabile, prevedendo anche la partecipazione dei cittadini”. Siamo tutti chiamati a collaborare: non possiamo più far finta che il riciclo sia un’opzione – quando, invece, è l’unica scelta che ci rimane.

Il Ministero è consapevole, però, che l’audience che più sarà in grado di accogliere queste nuove norme è quello dei giovani: vale – uno su tutti – l’esempio di Greta Thumberg, attivista per l’Ambiente e il Clima, giovanissima ragazzina svedese. Infatti, sarà previsto per il futuro un incremento della didattica ambientale: bisogna ripartire dai giovani per costruire una coscienza ambientale che le generazioni passate non hanno mai avuto.


È la prima volta nella storia del mondo in cui almeno nelle materie ambientali i giovani sono educatori dei genitori. La sensibilità dei giovani è molto più alta di quella delle generazioni passate.

Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente

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