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Coronavirus: Quali sono le conseguenze psicologiche?

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Ci arrivano dal CNR – per chi non lo conoscesse, parliamo del Centro Nazionale delle Ricerche – i primi dati di un’indagine senza precedenti: sono stati compilati più 100 mila questionari online nelle ultime settimane, i quali offrono una prospettiva completa su come il popolo italiano sta affrontando la crisi innescata dal Coronavirus.

L’analisi effettuata ci mostra uno scenario che immaginavamo già: il Paese è carico di ansia e paura per il futuro, tuttavia resiste – avvalendosi della sua resilienza. La prima buona notizia è: sì, il nostro cervello ci difende ancora dal COVID-19. Eppure, noi dobbiamo difendere il nostro cervello dal COVID-19.

Durante un’epidemia veniamo bombardati da informazioni negative

Tra le emozioni primarie – quelle innate, universali e ancestrali – c’è la paura. Tra le paure più radicate, oggi più che mai, ce n’è una che le sovrasta tutte: la paura delle epidemie. Da gennaio siamo esposti quotidianamente ad ogni genere di notizia (falsa, vera o presunta che sia) sul Coronavirus.

Diventa lecito quindi provare paura, ed essere spaventati da tutte queste informazioni: è una semplice risposta adattiva del nostro cervello alle informazioni che riceve. Ma non è tutto. Questo sovraccarico di informazioni a cui siamo esposti da parte di ogni media (televisione, radio, giornali e ovviamente internet) può costituire una fonte di forte stress.

Come risponde il corpo umano alle eccedenze di paura e di stress – a cui si aggiungono un pressoché infinito isolamento e innumerevoli restrizioni della vita personale? Semplice: ansia, tanta ansia.

Eccessiva esposizione ad informazioni sul Covid-19 stanno causando stress e ansia
L’eccessiva esposizione ad informazioni sul Covid-19 sta causando stress e ansia

Possiamo – oserei dire dovremmo – però imparare a gestire ansia e stress provando a seguire alcune indicazioni. È certamente vero che la risposta di paura ci tutela dai possibili pericoli – è comunque un’emozione umana tutelata dall’evoluzione, parte del nostro istinto di sopravvivenza – ma superati certi limiti questa risposta diventa controproducente.

Conoscere è un dovere, svagarci è nostro diritto.

L’esposizione mediatica alla quale ci stiamo abituando è inevitabile. Abbiamo bisogno di sapere come evolve la situazione e quali sono i limiti che, volenti o nolenti, tutti siamo chiamati a rispettare: i media, a tal proposito, non possono essere ignorati.

La ricerca continua di informazioni è una risposta spontanea del nostro cervello, che cerca di mitigare ansia e paura. Bisogna tuttavia desistere da questa pratica, che alla lunga non fa altro che accrescere il livello di stress: informarsi sì, ma con cautela. Se l’epidemia – e le informazioni correlate – diventa un pensiero fisso, un’ossessione, rischiamo di perdere la lucidità e mettere in atto comportamenti non razionali – perfino dannosi.

Farsi prendere dal contagio collettivo del panico ci porta a ignorare i dati oggettivi e la nostra capacità di giudizio può affievolirsi.
Il contagio collettivo del panico: dannoso rischio che ci porta a ignorare i dati oggettivi e, di conseguenza, la nostra capacità di giudizio può affievolirsi.

Seguire gli aggiornamenti è utile, inseguire le notizie – spesso false, soprattutto se le fonti non sono attendibili – è sbagliato. Sovraccarichi di informazioni, rischiamo di incorrere a degli errori che aumenteranno notevolmente il nostro stress:

  • non ascoltare completamente le informazioni importanti (la nostra attenzione viene assorbita dalle informazioni emotivamente più salienti);
  • non distinguere il vero dal falso: purtroppo si tende a speculare sulle emozioni;
  • interpretare in maniera errata o distorta le comunicazioni ricevute.

Come fare a combattere in maniera efficace paura, stress e ansia?

Ecco delle semplici linee guida per far fronte a questa situazione, potenzialmente gravosa per la nostra psiche:

  • Informiamoci sulla situazione – senza strafare;
  • Manteniamo il ritmo abituale di sonno-veglia: impostiamo la sveglia sul nostro “solito” orario e andiamo a dormire alla “solita” ora;
  • Prendiamoci cura del nostro corpo, come d’abitudine: trascurarsi avrà delle pessime ripercussioni sulla psiche;
  • Impegniamo la nostra giornata: stiliamo una to-do list giornaliera per non troppo spazio alla noia (e ai brutti pensieri);
  • Approfittiamo delle tecnologie disponibili per mantenere i contatti abituali e significativi: anzi, approfittiamone per rinsaldare le amicizie e recuperare i rapporti;
  • Bisogna mantenersi in forma! Facciamo movimento, anche in casa, e se si ha disponibilità di spazi aperti (giardino, cortile, balcone) approfittiamo di queste belle giornate di sole;
  • Troviamo un nuovo hobby, possibilmente da condividere con le persone che abitano con noi (ascoltare musica, leggere libri, imparare un nuova lingua sono consigli utili per l’umore e per allenare il cervello);
  • Progettiamo il nostro futuro come abbiamo sempre fatto: quella che stiamo vivendo non è una condizione permanente, bensì provvisoria;
  • Se riteniamo di aver bisogno di un supporto psicologico, cerchiamolo senza provare vergogna: è un momento difficile per tutti, ci sono degli specialisti che ci possono aiutare.
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Per chi continua a lavorare da casa è importante organizzare la propria giornata con limiti e routine. Separare il più possibile gli ambienti di lavoro da quelli casalinghi, mantenere degli orari e prendersi cura di sé (niente è più deleterio dell’effetto tuta da ginnastica tutto il giorno), approfittarne per cucinare pasti sani ed equilibrati.

Soprattutto, è fondamentale affidarsi ai dati e alla comunicazione diffuse dalle autorità pubbliche e alle indicazioni di cautela e prevenzione in essa contenute, non ad altri dalla dubbia provenienza.

Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

Non cercare di placare l’ansia inseguendo informazioni spesso amplificate ed incontrollate.

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