fbpx
Photo by King Buwa on Unsplash

Covid-19 e inquinamento: il caso controcorrente della Nigeria

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Indice

Tra gli argomenti più discussi relativi al rapporto tra Covid-19 e ambiente c’è stato, soprattutto nella prima fase dell’emergenza, un ampio studio su come il generale lockdown imposto dai vari governi nazionali abbia influito su un repentino miglioramento della qualità dell’aria.

Tempo fa ne avevamo parlato anche su queste colonne mettendo in luce sia il drastico calo di inquinamento dell’aria (molto più visibile in aree densamente inquinate come la Cina o la pianura padana) per via della chiusura delle fabbriche e di gran parte del traffico automobilistico, sia i possibili effetti negativi alla ripartenza di tutte le attività che potrebbero vanificare i miglioramenti raggiunti.

Ma c’è anche il caso controcorrente della Nigeria nella quale, nonostante sia entrata in quarantena per contenere i contagi, le emissioni di gas potrebbero addirittura aumentare.

Photo by Muhammadtaha Ibrahim on Unsplash

La Nigeria e i problemi energetici

Tra gli annosi problemi che affliggono la Nigeria quello della mancanza di una rete elettrica adeguata è forse uno dei più gravi in un paese così densamente popolato e che sta tentando di intraprendere la difficile strada della modernizzazione tecnologica.

Basta leggere una pagina di Igoni Barrett, uno dei giovani scrittori nigeriani più conosciuti a livello internazionale e che meglio racconta la sua patria, per immergersi in un paese in cui social, computer e strumenti tecnologici in generale stiano diventando sempre più diffusi a tutti i livelli, specialmente nelle grandi città, aumentando così notevolmente il consumo di energia necessaria per alimentarli tutti.

Oltre a ciò gravi problemi in tal senso li registrano le industrie che per le mancanze della rete elettrica nazionale scontano un deficit competitivo e anche le aree protette che spesso possono ritrovarsi senza corrente anche per alcune settimane.

Si calcola che la rete elettrica nazionale, al suo picco, riesca a produrre energia per circa 5,4 GW, coprendo però solo il 42% del fabbisogno complessivo (ma ci sono momenti in cui, a causa di infrastrutture datate e mancanza di manutenzione, la capacità produttiva si abbassa ulteriormente).

Si sono così diffusi in tutto il paese dei piccoli generatori a benzina che vengono in aiuto di famiglie e imprese per sopperire ai loro bisogni. Secondo stime attendibili, i generatori attualmente in funzione sono circa 22 milioni e la loro capacità produttiva è addirittura 8 volte più grande di quella della rete nazionale.

Photo by David Olubaji on Unsplash

Nigeria, come il Covid-19 potrebbe incrementare l’inquinamento

Ora che la Nigeria è in quarantena e i cittadini sono tenuti a rispettare le misure imposte sostanzialmente ovunque le trafficatissime strade cittadine si svuoteranno del traffico, ma il consumo domestico di elettricità subirà un’impennata.

Secondo un’inchiesta di Quartz Africa, infatti, in molte stazioni di benzina la maggior parte della gente arriva per fare scorta di carburante per i loro generatori domestici. Ed è anche un effetto del tentativo di cambiare modo di lavorare da parte dei nigeriani incentivati al lavoro da casa: molte aziende stanno anche provvedendo a extra in busta paga per sostenere le maggiori spese energetiche.

Tra l’altro il governo nigeriano alimenta questo consumo di benzina stabilendo un costo al litro di circa 145 naira (l’equivalente di 34 centesimi). Tutto ciò ha effetti sull’ambiente e sulle persone sia diretti che indiretti: e le previsioni sull’uso dei generatori per l’energia elettrica sono in aumento anche dopo che l’emergenza Covid-19 sarà finita.

tag post:
Condividi su facebook
CONDIVIDI
Iscriviti alla Newsletter
Non preoccuparti, anche noi odiamo lo spam.
© 2020 | Greender.it