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Glifosato: il Pesticida più Venduto al Mondo

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Quando parliamo di Glifosato, ci riferiamo al pesticida più utilizzato nella storia dell’uomo. Introdotto per la prima volta negli anni ’70 dall’azienda Monsanto (acquistata dalla casa farmaceutica tedesca Bayer nel 2018), è presente in 750 prodotti per l’agricoltura. Ma, ancora oggi, viene molto discusso il suo utilizzo e la sua pericolosità per le persone.

L’erbicida è molto diffuso grazie alla sua efficacia nell’eliminare ogni erbaccia o pianta presente sul campo tranne quella resistente, che si desidera coltivare. Dopo il 2001, scaduto il brevetto delle Monsanto, il Glifosato è stato impiegato da numerose aziende. Ma quanto è sicuro il suo utilizzo? La comunità scientifica non riesce ancora a trovare una risposta univoca (sarà per via degli interessi milionari che ci sono dietro?) ed i pareri sono molto discordanti.

Incongruenze scientifiche del Glifosato

Nel 2015 l’Iarc, cioè l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha classificato il glifosato come genotossico (ovvero in grado di danneggiare il Dna), cancerogeno per gli animali e probabile cancerogeno per l’uomo – oltre ad essere altamente dannoso per l’ambiente, la terra e le foreste. Nel novembre dello stesso anno, invece, Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ritiene improbabile che l’erbicida possa essere causa di cancro negli essere umani.

diserbanti a base di glifosato

Quest’ultima dichiarazione è stata oggetto di diverse critiche, in quanto gli studi vennero effettuati dalle stesse aziende che chiedevano l’utilizzo di glifosato in Europa. Nel maggio 2016, dopo una conferenza internazionale dell’Onu, si giunse alla stessa conclusione dell’Efsa (nonostante quest’ultima prenda in considerazione sono il 23% degli studi effettuati dall’Iarc) che sarebbe: se assorbito con la dieta, il glifosato non rappresenterebbe un pericolo.

Nel 2017 venne autorizzato nuovamente l’utilizzo dell’erbicida nell’Unione Europea con 18 paesi che votarono a favore e 9 contro (fra cui l’Italia) ed un che si astenne (il Portogallo). Nel gennaio di quest’anno l’Epa, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, stabilisce che il glifosato è sicuro e che non causa il cancro.

Qualche giorno dopo, alcuni ricercatori del National toxicology program (Ntp), in seguito ad uno studio, dichiarano che alcuni prodotti commerciali a base di glifosato sono effettivamente genotossici. Tuttavia questo effetto sarebbe dovuto ad altri composti presenti nei prodotti, e non al glifosato stesso.

Il Guardian fa notare che lo studio effettuato dalla Ntp non specifichi quali siano “gli altri composti” che renderebbero cancerosi i prodotti a base di glifosato. Insomma, qualcosa non torna: è tossico o no? Quali sono gli effettivi pericoli?

La Bayer patteggia sul glifosato: 10 miliardi di dollari per mettere fine a 95 cause legali

Dewayne Johnson è il giardiniere di una scuola di San Francisco. In seguito alla comparsa di un linfoma “non-Hodgkin” decise di denunciare la Monsanto, accusandola di essere causa della sua patologia per via dell’esposizione prolungata al Roundup, l’erbicida a base di glifosato. Due anni fa, un Tribunale di San Francisco gli diede ragione condannando la Monsanto a versare 289 milioni di risarcimento danni.

Ad oggi, sono oltre 95 mila le cause legali contro la Bayer (cioè l’ex Monsanto). L’accusa, come nel caso precedentemente citato, è che l’esposizione prolungata al glifosato sia causa dell’insorgenza di tumori nei richiedenti. La società tedesca ha deciso per un patteggiamento di oltre 10 miliardi di dollari. Inoltre, dall’accordo resterebbero fuori, per loro volontà, altre 25 mila parti lese, ma rimarrebbe, in ogni caso, un patteggiamento esorbitante per un somma enorme.

Lo stop del Messico

Alla luce delle prove scientifiche della tossicità del glifosato, che dimostrano gli impatti sulla salute umana e sull’ambiente, il Segretariato per l’ambiente e le risorse naturali ha adottato importanti misure per ridurre gradualmente l’uso di questa sostanza chimica fino a raggiungere un divieto totale nel 2024.

Adelita San Vicente Tello, direttore generale del settore primario e risorse naturali rinnovabili del SEMARNAT

Il Messico, dunque, decide autonomamente di vietare questo pesticida e di optare per l’utilizzo su larga scala di prodotti biologici e più salutari per l’ambiente per le persone. Già nel novembre 2019, il Messico aveva bloccato un carico di 1000 tonnellate di glifosato pronto per approdare nello Stato. La direzione intrapresa del SEMARNAT e dal suo segretario Victor M. Toledo è quella di proibire l’utilizzo del diserbante al più presto possibile.

Oltre la produttività, c’è la salute umana e ambientale.

Adelita San Vicente Tello, direttore generale del settore primario e risorse naturali rinnovabili del SEMARNAT
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