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Un telefono che fotografa l'ambiente circostante

INaturalist: un social per la natura

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La tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni per essere, oggi, alla portata di tutti. Grazie a questa continua progressione tecnologica è possibile confrontare le proprie idee non solo con amici o sconosciuti con una passione comune, ma anche con esperti di un determinato settore – grazie, soprattutto, ai social media. Per questo oggi parleremo di iNaturalist.

C’è chi ha deciso di sfruttare questa possibilità – il gigantesco villaggio globale che è il nostro mondo – sviluppando app o software in grado di contribuire, nel loro piccolo, al benessere della natura. Un caso particolarmente riuscito – riportato da Theatlantic.com – è iNaturalist, un vero e proprio social network dedicato alla natura, che permette agli utenti di mappare e condividere qualsiasi tipo di osservazione naturalistica.

Il meccanismo è semplice: esci per fare una passeggiata, t’imbatti in un albero che non conosci – o in un animaletto particolarmente bizzarro – scatti ua fotografia e la carichi sulla piattaforma. iNaturalist utilizza queste fotografie combinate alle informazioni al suo interno per capire che tipo di animale o pianta abbiamo di fronte.

Un cellulare che scatta una foto ad una pianta, esempio di inaturalist

Come nasce iNaturalist e a cosa serve?

Il sito iNaturalist.org viene lanciato nel 2008 da tre studenti americani, per essere portato avanti negli anni da Ken-ichi Ueda e Scott Loarie. Grazie a numerose collaborazioni, nel 2014 l’organizzazione si fonde con uno dei più grandi istituti di ricerca e museo di storia naturale del mondo, la California Academy of Sciences.

Nel 2017, infine, il progetto è diventato un’ iniziativa congiunta con la National Geographic Society – una delle più grandi organizzazioni scientifiche ed educative no profit del mondo: voglio dire, chi non ha mai visto un loro, spettacolare, documentario?

Il social ha attirato tutte queste attenzioni proprio la sua semplicità – e la straordinaria utilità: qualsiasi osservazione, effettuata in tempo reale dal proprio telefono, viene inserita immediatamente all’interno del sito inserendo il luogo (tramite GPS) e allegando foto o audio.

Una volta che i dati saranno raccolti e collezionati nell’enorme database di iNaturalist, sarà possibile per ricercatori, scienziati o il pubblico stesso analizzare le informazioni presenti e studiare in maniera più precisa le biodiversità e gli ecosistemi di tutto il mondo, aiutandoli con una mole di dati sempre maggiore.

Gli utenti, inoltre, possono interagire fra di loro scambiandosi reciprocamente osservazioni in modo da inserire dati sempre più precisi e contribuire allo studio della community. Oggi, il sito, vanta oltre 1 milione di registrazioni e più di 25,6 milioni di osservazioni caricate e messe a disposizione di tutti.

Un video che mostra le 25 milioni di osservazioni fatti dagli utenti su iNaturalist

Intelligenza artificiale e identificazione automatica

Quindi, riassumendo: la piattaforma riesce a riconoscere ed identificare la specie di pianta o animale che l’utente fotografa. La foto, una volta caricata, sarà confrontata con le immagini presenti nell’enorme archivio di iNaturalist – in modo da poter fornire dei risultati che più si avvicinano a quelli delle foto dell’utente. Ma com’è nato questo strumento?

In realtà è molto semplice (e funziona un po’ come Google Traduttore): più foto vengono caricate e più il software diventa preciso. Ma, ad un certo punto, a causa delle troppe fotografie caricate dagli utenti – 20 mila nuove ogni giorno – gli esperti identificatori della community non riuscivano a catalogare tutte le specie segnalate.

Allora si è deciso di ricorrere alla creazione di una rete neurale basata sulla tassonomia, ovvero formare un sistema informatico in grado di accedere all’immensa collezione presente su iNatualist e distinguere in maniera autonoma le peculiari caratteristiche di ogni specie.Questo è permesso da un’intelligenza artificiale “allenata” nel riconoscimento delle specie.

Nuove scoperte

Grazie all’enorme crescita della piattaforma è stato possibile arrivare addirittura alla scoperta di nuove specie. Come riportato dall’UNEP – Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – nel 2011 un imprenditore colombiano, Luis Mazariegos, nel suo appezzamento di terreno nella foresta pluviale, ha fotografato una rana rossa e nera. Dopo aver caricato la foto su iNaturalist, Ted Kahn, un esperto di batracologia, ha potuto confermare la scoperta di una specie mai identificata prima e nel 2013 venne pubblicato un paper con l’aggiunta di questa nuova varietà di rana.

Un altro esempio lo abbiamo nel 2014 quando Junn Kitt Foon, esperto di molluschi, si imbatte nella foto di una lumaca – che era stata caricata 20 mesi prima dal fotografo Scott Trageser . Dopo averla osservata Junn scopre che si trattava di una varietà di lumaca segnalata la prima volta nel 1700, ma dall’ora solo descritta e mai fotografata prima, la Myxostoma petiverianum.

Una fotografia di una foglia in un bosco

Queste scoperte sono gli esempi perfetti di come, grazie ad iNaturalist, sia possibile collaborare tutti insieme – possiamo definirlo un unico team di ricerca che non ha troppe competenze in merito. I cambiamenti climatici e i disastri ambientali causati dall’uomo stanno portando all’estinzione di alcune specie di animali o alla loro comparsa in zona dove mai erano stati prima. Questa community aiuta a studiare meglio il fenomeno e a raggiungere una maggiore consapevolezza in merito. In questo modo, con una semplice fotografia, è possibile contribuire alla ricerca.

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