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Foglie di Cannabis
Foto di Aphiwat chuangchoem da Pexels

La Cannabis Light sta aiutando i medici

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Con il passare dei giorni la pandemia dovuta al Covid-19 sta assumendo connotati che mai nessuno avrebbe potuto immaginare. Il mondo intero, in questo momento, è concentrato sul trovare una soluzione a un problema che, invece di retrocedere, sembra solo aumentare. Per farvi fronte, I governi assumo misure drastiche che portano l’intera popolazione a compiere sacrifici enormi.

Ci sono persone, però, che stanno lottando più di tutti con ogni mezzo a loro disposizione: infermieri e medici. C’è chi è tornato in servizio pur essendo in pensione e chi, invece, è stato schierato in prima linea ancor prima di terminare gli studi. La loro vita quotidiana è una guerra continua: lontani dai loro cari, sono costretti a turni estenuanti e affrontano situazioni psicologicamente stressanti – più di quelle che il loro lavoro normalmente dovrebbe comportare – al limite della sopportazione.

Per questo un’azienda agricola di Bergamo, Weedbase, ha deciso di donare agli operatori sanitari della cannabis light per un valore di 100 mila euro.

Barattoli contenenti fiori di cannabis
La cannabis light contenente un altro contenuto di CBD aiuta a combattere stress ed ansia

In che modo la Cannabis Light aiuta i medici?

La cannabis light è – occorre precisarlo – la cannabis legale in Italia, con un basso contenuto di THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo) e un alto contenuto di CBD (Cannabidiolo). Il primo è quello che troviamo in gran quantità nella marijuana e ha effetto psicoattivo inducendo chi lo assume in uno stato alterato. Il secondo, invece, non è psicoattivo ed ha parecchi benefici sull’organismo, come la riduzione dello stress a livello fisico e mentale. Il livello di THC in questione è pari o inferiore alle 0,5% mentre quello di CBD raggiunge soglie molto più alte fino addirittura al 20%.

Questa pianta può essere un valido alleato dei nostri medici e infermieri (tanto che in America la vendita di cannabis contenete THC è ritenuta un servizio essenziale), costretti ad affrontare una battaglia dura e complessa contro un nemico invisibile e spaventoso. L’impatto emotivo che una situazione del genere causa a chi vive a stretto contatto con malati e persone sofferenti in questo momento è più grande del solito e la cannabis può fare la sua parte.

Questo viene confermato dal fatto che la richiesta da parte del personale sanitario di cannabis light è in crescita, frutto dei benefici – affermati dalla comunità scientifica – che questo fiore porta in chi lo assume grazie ad oltre 600 principi attivi che esso contiene.

Abbiamo donato e continueremo a donare a tutte le strutture ospedaliere, di assistenza, di sostegno che in queste ore stanno salvando vite. I nostri prodotti possono aiutare chiunque in questa battaglia. Ci sono dottori e dottoresse che si commuovono nel vedere i nostri scatoloni pieni di prodotti legali e di grande sostegno in questo periodo storico così delicato. Il personale ha capito che stiamo dando un aiuto tangibile a centinaia di persone. È il nostro modo di ringraziarli per l’enorme sacrificio che stanno portando avanti

Matteo Dubbini, capo di Weedbase
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