fbpx

Desertificazione: Cos’è e Perché Dobbiamo Preoccuparci

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Indice

Quando si parla di Italia come un paese fragile si pensa subito a importanti rischi ambientali quali quello sismico, vulcanico, idrogeologico… ma non alla desertificazione. Eppure questo fenomeno interessa un quinto del nostro paese.

La desertificazione è un processo irreversibile: spesso ha origine dallo sfruttamento intensivo della popolazione che si stabilisce nel territorio per coltivarlo oppure dalle necessità industriali e di utilizzo per il pascolo.
(Photo by Keith Hardy on Unsplash)

Che cosa si intende esattamente con Desertificazione?

Propriamente, si tratta del processo di degrado delle terre aride, semi-aride e sub-umide secche dovuto a una combinazione di fattori climatici e antropici, che consiste sostanzialmente in una progressiva riduzione delle capacità degli ecosistemi di sostenere la vita animale e vegetale.

Il fenomeno viene spesso associato all’idea di dune sabbiose che avanzano, divorando aree verdi e fertili. In realtà riguarda anche aree fortemente irrigate o situate a latitudini ben lontane dalle regioni desertiche.

In pratica, si manifesta con la diminuzione o la scomparsa della produttività e complessità biologica o economica delle terre coltivate, delle praterie, dei pascoli, delle foreste o delle superfici boschive. Il degrado di queste aree è favorito da caratteristiche ambientali e da fenomeni naturali quali le variazioni climatiche, la siccità e l’erosività della pioggia.

Ma, purtroppo, è anche generato dallo sfruttamento e dalla gestione non sostenibile delle risorse naturali. Infatti le cause antropiche di desertificazione sono molte:

  • un utilizzo non sostenibile delle risorse idriche;
  • numerosi incendi che distruggono comunità animali e vegetali portando effetti negativi sulle proprietà fisico-chimiche del suolo;
  • l’agricoltura e l’allevamento intensivo;
  • sottrazione di suoli fertili ed impermeabilizzazione dettati dall’urbanizzazione.

Strettamente legata alla desertificazione è la siccità, naturale caratteristica climatica che interessa, con vari gradi di intensità il 47% delle terre emerse del Pianeta, contrassegnata da condizioni di carenza della pioggia e alte temperature. Questi fattori determinano limitazioni ambientali contraddistinte da scarsa presenza di vegetazione, suoli poveri di sostanze nutritive e limitate risorse idriche.

La Desertificazione nel Mondo

La desertificazione, insieme ai cambiamenti climatici (a tal proposito, ecco 10 piccole cose da fare per combattere i cambiamenti climatici) costituisce una delle maggiori sfide ambientali attuali. Il degrado del suolo (di solito irreversibile) e la perdita delle sue capacità produttive, sono diffusi in tutti i continenti con aspetti, cause ed effetti diversi.

La desertificazione minaccia la sopravvivenza di milioni di persone e in particolare di una larghissima parte delle popolazioni più povere, che vivono in aree a clima secco e la cui sopravvivenza è direttamente collegata all’utilizzo delle risorse naturali locali per la produzione di cibo e energia.

Migranti per la Desertificazione
Le migrazioni dovute ai cambiamenti climatici sono già in atto da ormai qualche anno e nel prossimo futuro continueranno a crescere: secondo la Banca Mondiale, entro il 2050, fino a 143 milioni di persone che attualmente vivono nei paesi dell’Africa Subsahariana, dell’Asia meridionale e dell’America Latina, potrebbero muoversi forzatamente a causa di fenomeni di desertificazione.

La situazione è certamente drammatica in Africa, dove il 73% delle terre aride coltivate sono interessate dal degrado e dalla desertificazione. Ma esistono vaste aree altrettanto esposte e minacciate in Asia, America Latina e nel Nord del Mediterraneo. Vaste aree degradate sono state rilevate anche in Paesi sviluppati, come gli Stati Uniti e la Russia, per motivi legati a fattori climitici ed alla presenza di ecosistemi fragili.

E in Italia come siamo messi?

Oggi circa 1/5 del territorio nazionale italiano viene ritenuto a rischio desertificazione: quasi il 21% del territorio del quale almeno il 41% si trova nelle regioni dell’Italia meridionale, come Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma sono coinvolte anche aree in altre regioni come l’Emilia-Romagna, le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo.

Secondo gli scenari del cambiamento climatico realizzati dagli specialisti per il nostro paese (in particolare il Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici CMCC), entro fine secolo le previsioni potrebbero prevedere incrementi di temperature tra i 3 e i 6 °C con conseguente estremizzazione di fenomeni meteorici e quindi anche riduzioni, in diverse aree, delle precipitazioni, soprattutto nei periodi estivi.

Risulta quindi evidente che le problematiche climatiche e quelle relative alla desertificazione saranno sempre di più intrecciate.

Si sta già verificando un incremento della temperatura senza precedenti con un calo delle precipitazioni annuali, con estati più secche, ed inverni più umidi, in particolare, nelle regioni settentrionali. Su un territorio complesso e fragile come quello italiano, questi fenomeni portano ad una sostanziale variazione della frequenza e delle entità di frane, alluvioni e magre dei fiumi, con effetti importanti per l’assetto territoriale e i regimi idrici.

United Nations Convention to Combat Desertification: cos’è e di cosa si occupa

Nel 1994 è stata fondata la UNCCD, Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta contro la Desertificazione nei paesi colpiti da grave siccità o desertificazione, con particolare urgenza in Africa, la quale si prefigge di affrontare le dimensioni sociali ed economiche del fenomeno, non limitandosi agli aspetti ambientali o agro-forestali, ma dando grande enfasi alla crescita della capacità di pianificazione e di intervento sia a livello nazionale che a livello locale.

L’UNCCD prevede la predisposizione di Piani di Azione Nazionale finalizzati allo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di ridurre le perdite di produttività dei suoli causate da cambiamenti climatici e attività antropiche.

Quindi, come molti problemi ambientali, la desertificazione può essere prevenuta o mitigata da opportune politiche di riduzione della vulnerabilità, di mitigazione delle cause, di adattamento e dalla realizzazione di interventi che incidano sulle sue cause e sui suoi effetti.

La conoscenza dello stato dei problemi ambientali, sociali ed economici costituisce la premessa all’adozione delle migliori strategie per ridurre gli impatti e rimuovere le cause promuovendo azioni fondate sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

tag post:
Condividi su facebook
CONDIVIDI
Iscriviti alla Newsletter
Non preoccuparti, anche noi odiamo lo spam.
© 2020 | Greender.it