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Tonno, la Triste Storia di una Estinzione Annunciata

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Non ci gireremo attorno: secondo recenti stime, la popolazione di tonno rosso – conosciuto anche come tonno pinna blu – ha subito un declino pari al 98%.

Il tonno è sempre stato molto importante dal punto di vista economico poiché rappresenta una fonte significativa di cibo. Include una quarantina di specie presenti nell’Oceano Atlantico, nell’Oceano Indiano e nel Pacifico e nel Mar Mediterraneo. La loro cattura globale tende ad aumentare continuamente: da meno di 0,6 milioni di tonnellate nel 1950 è passato ad oltre 6 milioni di tonnellate oggi.

Di chi è la colpa di questa progressiva estinzione?

A causa del suo altissimo valore economico (dato dalla sua mole, la sua bontà e la quantità di cibo che se ne ricava) il tonno rosso è stato in passato pesantemente vittima della pesca illegale, praticata pressoché ovunque, specialmente in tutto il Mediterraneo.

Secondo una recente stima, se si prendono in esame le due specie che vengono invece più cacciate in assoluto adesso (il pinna gialla e il tonnetto striato) il risultato è di 4 milioni di tonnellate prelevate all’anno. E se diamo uno sguardo d’insieme, ci accorgiamo che dall’analisi degli ultimi 60 anni di pesca al tonno, è stato evidenziato che le catture, globalmente, sono aumentate del mille per cento.

Questo esponenziale aumento della pesca (soprattutto quella illegale) va circostanziata però in una cornice ben poco favorevole: è stato dimostrato che, tra il 1930 e il 2010, c’è stato un calo del 4,1% nella produttività globale della pesca marittima. Anzi, addirittura alcune delle più grandi ecoregioni ittiche hanno subito perdite fino al 35%.

tonno esposto e pescato
i tonni pinnagialla (Thunnus albacares) e i tonnetti striati (Katsuwonus pelamis) sono i più pescati, per un totale (delle due specie insieme) di circa 4 milioni di tonnellate ogni anno. Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è invece preferito per la preparazione del sushi. Dopo aver rischiato l’estinzione continua ad essere pescato, ma in misura minore rispetto al secolo scorso.
(Photo by Billow on Unsplash)

Cosa significa questo? Semplice: stiamo pescando sempre di più (e in maniera decisamente sregolata) mentre in tutti gli oceani i pesci stanno lentamente – e inesorabilmente – estinguendosi. Questa grande morìa riguarda tutti i pesci, senza esclusioni, con delle punte massime nel caso di specie più “commerciali” (appunto, i tonni) oppure per i grandi predatori (squali e delfini) che rimangono impigliati delle reti da pesca.

La colpa è delle nostre abitudini alimentari

Il Tonno in Scatola

Il tonno in scatola è uno degli alimenti maggiormente acquistati in assoluto, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, ma viene prodotto principalmente in Thailandia.

Questo metodo di conservazione e distribuzione (comodissimo perché garantisce un buon sapore e allo stesso tempo una lunghissima conservazione) ha causato una vera e propria decimazione della popolazione dei tonni a pinne blu, come abbiamo già detto, crollata del 97%.

Secondo una analisi condotta da Greenpeace, nonostante fosse stato chiesto alle aziende che si occupano di pesca di non cacciare le specie a rischio e di impegnarsi a vendere solo tonno pescato in maniera sostenibile, alcune non hanno rispettato gli accordi. Tra queste spicca Mareblu.

Mareblu aveva promesso di vendere in scatola solo il tonno pescato in modo sostenibile, questo già nel 2016. Ma, ad oggi, solo lo 0,2% del suo tonno è davvero pescato con metodi sostenibili. La maggior parte del pescato continua ad arrivare da giganteschi pescherecci industriali, i quali sono responsabili della cattura “accidentale” non solo di tonni appena nati, ma di altri animali marini, come gli squali.

Questo tipo di caccia (anzi, sterminio) non calerà finché il tonno in scatola rimarrà la conserva ittica più comune sulle nostre tavole.

Il Sushi all you can eat

La situazione si è aggravata da quando è subentrata nel mondo la moda del sushi, nonostante il Giappone resti il primo mercato in assoluto per questa cucina, basata quasi esclusivamente sul pesce crudo.

Sushi di Tonno e Salmone
Il tonno rosso è un ingrediente principale del sushi e della cucina giapponese. Un rapporto pubblicato lo scorso anno dalla Environmental Justice Foundation ha dimostrato che la domanda per questo tipo di tonno, insieme ad altre specie ittiche utilizzate per il sushi, sta contribuendo al degrado degli ecosistemi marini della Thailandia (il terzo maggior esportatore di prodotti ittici del mondo).
(Photo by Florian Metzner on Unsplash)

L’Unione internazionale per la Conservazione della Natura (come riportato sul Guardian) stima che la popolazione del tonno rosso del Pacifico sia diminuita del 19-33% negli ultimi due decenni, principalmente per soddisfare la domanda di sushi e sashimi. Insomma, il Giappone mangia l’80% del tonno rosso del mondo. Ma si stima anche che circa 10.000 tonnellate di tonno vengano consumate come sashimi in Europa ogni anno.

Come fare per salvarlo?

Sia ai consumatori di sushi – ma anche ai sostenitori delle campagne ecologiche – non amano il pesce d’allevamento, dato il sapore decisamente inferiore, le grandi quantità di pesce-mangime catturate dalla natura selvaggia e la necessità di prelevarlo “giovane” dal mare.

Qual è il problema gli allevamenti? Innanzitutto, non si tratta di impianti per la riproduzione di specie a rischio di estinzione, ma di veri e propri allevamenti destinati al mercato. Qui i tonni vengono comunque pescati e ingrassati in gabbie galleggianti e nutriti con enormi quantità di alici e sardine per raggiungere gli standard di grasso richiesti dal mercato. Inoltre, Questi impianti comportano la cattura di esemplari giovani direttamente dal mare, con riduzione degli stock di questa specie (già decimati dalla pesca selvaggia).

Ma i ricercatori della Kindai University sostengono di poter allevare il tonno rosso dalle larve: questa sarebbe già una svolta. Dato l’appetito globale, potrebbe essere l’unico modo per avere comunque il nostro pesce (elegante) e mangiarlo.

L’etica di allevare una magnifica specie in una “gabbia” è dubbia: il tonno può nuotare fino a 80 km all’ora e metà del tonno rosso muore a causa di una collisione. Inoltre, questo pesce vanta la grandiosa possibilità di migrare per interi Oceani. Eppure, meglio sacrificare un po’ di etica piuttosto che condannare una specie all’estinzione.

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