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Come si mangia l’Avocado? La Guida Definitiva in 4 Punti

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Indice

Sono anni che questo sconosciuto – sì, perché l’avocado non è decisamente un cibo tipico europeo – si è imposto sulle nostre tavole, nel reparto ortofrutta del supermercato (a prezzi anche piuttosto alti) e nei ristoranti di ogni angolo del mondo – specialmente nella sua variante più conosciuta, l’avocado toast – diventando il simbolo di una generazione: i millenials.

Appunto perché non siamo abituati a questo alimento, il suo inserimento nella nostra dieta risulta alquanto problematico: ma che cos’è esattamente?

Avocado, oppure Persea Americana

La parola avocado non esiste nel vocabolario italiano: si tratta di un prestito dall’inglese che a sua volta lo ha rubato allo spagnolo. La spagna però non vanta il primato di averne “inventato il nome”: in origine questo frutto veniva chiamato āhuacatl dai suoi scopritori: gli aztechi, abitanti originari della regione che corrisponde circa all’attuale Messico (che furono, come tutti ben sappiamo, invasi e conquistati dagli spagnoli).

Avocado pattern
Pattern
(Photo by John Cameron on Unsplash)

L’avocado, infatti, è un frutto che proviene dalle zone dell’America Latina che si estendono dal Messico passando dal Guatemala, fino a sfiorare l’America Centrale (la California e la Florida, nello specifico). Viene perciò coltivato in zone tropicali e molto calde.

Nel 2018 – secondo la FAO – il maggior produttore di avocado è stata la Repubblica Dominicana (con ben 644306 tonnellate) seguito da: Perù, Indonesia, Colombia, Kenya e Brasile. Grandissimi produttori (ed esportatori) sono anche gli USA, il Venezuela, Israele (131720 tonnellate!) e, ovviamente, la Cina.

Che cos’è l’Avocado?

Viene comunemente considerato un “frutto carnoso”. Che significa? La frutta viene distinta in due categorie in base alla consistenza del pericarpo: avremo quindi i frutti carnosi
e i frutti secchi. I frutti carnosi sono ricchi d’acqua e la polpa risulta tenera e succulenta. Anche se, in realtà, l’avocado non contiene moltissima acqua: in media, circa il 15% in meno della mela. Un’altra particolarità – che lo differenzia rispetto ai frutti carnosi a cui siamo abituati in Italia – è che l’avocado è ricco di grassi, non di zuccheri.

Questo complica un po’ le cose. L’avocado, in base a queste caratteristiche, non può essere paragonato ad un altro frutto qualsiasi e prenderne il posto: sarebbe assurdo pensare di farci uno spuntino pomeridiano, come siamo invece abituati a fare con mele, pere e arance. Per il suo alto contenuto di grassi, deve essere utilizzato come un pasto completo (e magari evitato da persone in sovrappeso).

100 grammi di avocado contengono 231 Kcal/ 968 Kj.

ACQUA64 g
CARBOIDRATI1,8 g
ZUCCHERI1,8 g
PROTEINE4,4, g
GRASSI23 g
COLESTEROLO0 g
FIBRA TOTALE3,3 g
SODIO2 mg
Tabella nutrizionale

L’aspetto dell’avocado è molto particolare: si presenta come un frutto di colore verde scuro, quasi violaceo, di notevoli dimensioni. Al tatto è liscio e ha una forma che ricorda – molto vagamente – quella di una pera, o forse una melanzana (magari un incrocio tra le due).

Avocado Fruit
Una coppia di Avocado
(Photo by Jonathan Kabugo on Unsplash)

L’albero può raggiungere i 20 metri di altezza (anche se, mediamente, si ferma a 10) e dato che i frutti crescono in coppia, il termine spagnolo che indica l’avocado deriva da aguacate e, a sua volta, dal sostantivo ahuacat che significa… testicolo.

Come usare l’Avocado in cucina

Solitamente, l’avocado si mangia maturo, quando è morbido al tatto e si apre con facilità: basta un coltello con il quale effettuare un taglio netto. Una volta aperto, si scopre che un buon 60% del peso è dato dal seme, di grosse dimensioni e il cui diametro è di circa 3-5 cm. Quando è in stato di maturazione avanzata (al tatto risulta decisamente troppo morbido) è perfetto per la preparazione di salse. La polpa si conserva in frigo, bagnata con succo di limone.

Quando l’avocado è maturo si estrae il seme, poi la polpa viene via facilmente con un cucchiaio.
(Photo by Louis Hansel on Unsplash)

L’avocado ha fama di essere un superfood: un frutto esotico che, nonostante l’elevata quantità di grassi, riesce ad assorbire meglio i nutrienti che introduciamo con il cibo (e si dice che riduca il colesterolo).

Guacamole e Avocado Toast: come si preparano

Sin dall’antichità viene tipicamente mangiato crudo, semplicemente con sale e limone – due pomodori, una cipolla e un po’ d’olio ed è subito guacamole – e può essere impiegato in cucina in diverse ricette.

La cottura lo rende amaro e deteriora la maggior parte degli acidi grassi di cui è ricco. Si consuma solo la polpa, ottenuta una volta eliminato il nocciolo con un cucchiaino. Si può frullarla o semplicemente schiacciarla con una forchetta (se l’avocado è ben maturo) per preparare mousse e salse, oppure ricavarne degli spicchi, da inserire in un’insalata o su di un toast.

La salsa per eccellenza è decisamente la Guacamole: ricetta tradizionale messicana, è stata inventata dagli Aztechi, che però all’epoca usavano solo avocado, lime e sale. Il suo nome deriva dal termine azteco ahuacamolli, composto da ahuacatl (avocado) e molli (salsa). Oggi si è arricchita con altri ingredienti: pomodoro, cipolla e peperoncino per lo più, ma esistono diverse varianti in base al gusto e all’estro personale.

Salsa Guacamole con Nachos
(Photo by Rafael Arizaga on Unsplash)

La Guacamole si mangia assieme ad altri prodotti tipici messicani, come i nachos e le tortillas, ma è ottima anche da abbinare a carne e pesce. Può essere un accompagnamento al semplice pane tostato anche se in Messico si consuma anche solamente con fettine di lime e sale.

L’Avocado Toast, invece, è altrettanto famoso ma più semplice da preparare. Bellissimo da fotografare – infatti ha dato vita ad una folle moda da millenials negli ultimi anni – e anche buonissimo da mangiare. Per prepararlo basta tostare del pane (integrale o ai cereali, se si preferisce) e aggiungere del salmone affumicato oppure un uovo in camicia ad un paio di fette di avocado. Si conclude con una spruzzata di sale e limone.

Avocado Toast
Realizzare un Avocado Toast è semplice, divertente e decisamente molto estetico.
(Photo by Anna Pelzer on Unsplash)

L’avocado trova posto anche nelle insalate: può essere inserito a proprio gusto e piacere, come sostituto di pollo, tonno o qualsiasi altra cosa che vi venga in mente: è questo il bello delle insalate, non c’è limite alla fantasia.

Benefici e Proprietà dell’Avocado

L’avocado è un frutto ricco di Fibre:. Le fibre solubili sono ottime alleate delle diete, perché aumentano lo stimolo di sazietà, ostacolano l’assorbimento del colesterolo e aiutano a prevenire la stitichezza. Per questo, contribuiscono a combattere le emorroidi e altri disturbi del colon. Inoltre, sono fondamentali alla formazione si una sana flora batterica intestinale.

Contiene moltissime vitamine, specialmente la Vitamina A e la Vitamina E, che ha un’importante funziona antiossidante. Insieme, proteggono la pelle da alcune malattie degenerative e aiutano a prevenire l’invecchiamento.

Essendo anche ricco di Potassio, è utile al nostro organismo per regolare la pressione sanguigna e per reintegrare i sali minerali persi (specialmente se dopo un allenamento intenso). L’alto contenuto di omega 3, vitamine e sali minerali dell’avocado è benefico sia per la pelle che per i capelli, anche attraverso l’utilizzo della polpa per preparare maschere e impacchi.

Avocado e Colesterolo: una relazione particolare

Secondo uno studio recente, l’avocado sarebbe l’alleato ideale per abbassare il colesterolo e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Lo studio, condotto dalla Pennsylvania State University, ha dimostrato che, grazie all’apporto di acidi grassi monoinsaturi, riesce a far calare drasticamente il colesterolo LDL, (cioè il colesterolo ‘cattivo’, diverso dal colesterolo ‘buono’ HDL).

Va sottolineato però come tali benefici si possano ottenere solo sostituendo altri alimenti con avocado, non aggiungendone altri. Rimane comunque un alimento ricco di grassi, pertanto se venisse mangiato in eccessive dosi oppure come spuntino (al posto di un altro frutto) sarebbe irrealistico aspettarsi un impatto positivo sui valori di colesterolo e trigliceridi. Anzi, potrebbero addirittura peggiorare: perciò è giusto e benefico inserirlo in una dieta equilibrata, seppur con moderazione.

Come coltivare la propria pianta domestica

Nonostante sia un albero tipicamente tropicale, si può facilmente far crescere una bella pianta facendo radicare il seme (a punta in su) nell’acqua, per poi trapiantarlo in terra ben drenata. Come fare?

Coltivare non è mai stato così semplice: occorrono solamente il seme di un avocado, un vasetto di vetro e degli stuzzicadenti. Bisogna sistemare gli stuzzicadenti in modo da far sostare il seme per metà in acqua e per l’altra metà fuori, e lasciarlo così per qualche settimana, fino a quando dal seme nasceranno le radici (che si svilupperanno in acqua) mentre dalla parte superiore (quindi in aria, fuori dall’acqua) nascerà la piantina.

Attenzione però: le foglie, ma anche i frutti e i semi possono essere dannosi su vari animali, specialmente quelli domestici. Se cani, gatti o altri animali dovessero consumare dell’avocado, potrebbero stare molto male e addirittura morire: la pianta di avocado contiene infatti un derivato acido grasso tossico, chiamato Persina, innocua per gli umani. I sintomi di avvelenamento includono irritazione gastrointestinale, vomito e diarrea. Gli uccelli sembrano essere particolarmente sensibili a questo composto tossico.

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