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Differenza tra Disastro Naturale e Catastrofe Ambientale

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“Mamma mia che tragedia, proprio una catastrofe ambientale..” oppure: “hai visto che disastro naturale!”. Negli ultimi anni, purtroppo, questi termini sono entrati nel nostro linguaggio comune. Ma siamo sicuri di farne il giusto utilizzo e non abusarne?

Naturale o ambientale? Insomma, sempre di un problema legato alla natura si parla, così come catastrofe o disastro, entrambe hanno un significato piuttosto negativo.

In realtà, ogni singolo termine ha la sua precisa definizione, tanto che nel 2015 sono state inserite nel codice penale italiano una serie di leggi dedicate ai delitti per disastro ambientale.

Vediamo quindi di capire meglio le differenze partendo dai termini “disastro” e “catastrofe”.

Disastro e Catastrofe, Ambientale e Naturale: le differenze

La distinzione tra Disastro e Catastrofe

Con Disastro si tende a identificare un evento che provoca un danno grave, ma con conseguenze che possono essere in qualche modo riassorbite dal sistema colpito in un lasso di tempo relativamente breve senza che quest’ultimo collassi.

Il termine Catastrofe, invece, indica un rovesciamento o capovolgimento per lo più improvviso e brutale che produce una drastica variazione della struttura di un sistema, in genere irreversibile, tale da determinarne la sua degenerazione, spesso il collasso o distruzione.

Disastro ambientale
Gli incendi (dolosi e non) sono dei Disastri Ambientali: riconducibili all’azione umana, non sono per lo più irreversibili ma comunque parecchio dannosi.
(Photo by Daniel Tausis on Unsplash)

La distinzione tra Naturale e Ambientale

Nel caso dei disastri ambientali ci si riferisce a un fenomeno con una vasta ricaduta sull’ambiente, in genere riconducibile all’azione umana, direttamente o indirettamente criminosa.

Si pensi ad esempio allo sversamento del greggio nei mari, all’esplosione di un impianto industriale, alla dispersione di gas ed emissioni nocive nell’atmosfera, ad un incendio, alle varie forme di inquinamento ambientale prodotte da processi industriali (leggi 5 disastri ambientali causati dalla guerra e il più grande disastro dopo Chernobyl).

Per le calamità naturali si fa invece riferimento a forze naturali indipendenti dalla azione dell’uomo e non sempre prevedibili. Tra cui i terremoti, alluvioni, inondazioni, uragani, tempeste di pioggia o di neve, eruzioni vulcaniche, valanghe, forti innalzamenti delle temperature.

Qualche numero sui Disastri Ambientali e Naturali

Secondo un recente rapporto della European Environmental Agency, l’Europa e l’Italia stanno sperimentando un crescente numero di disastri naturali e ambientali che sono causati da una combinazione di trasformazioni nel loro assetto fisico, nella loro dotazione tecnologica e nella loro conformazione socio-economica.

Nella classifica delle vittime riconducibili a catastrofi naturali degli ultimi 20 anni, l’Italia si piazza al sesto posto su 196. E il conto è salato, con una perdita di circa 28 miliardi di euro, che significa 1,4 miliardi l’anno.

La graduatoria arriva dal report annuale del Climate Risk Index, pubblicato in occasione della Conferenza sul clima in corso a Madrid, e si basa su uno studio di Germanwatch, che calcola il danno, umano e materiale, degli eventi estremi.

La maggior parte dei Disastri e delle Catastrofi avvenuti negli ultimi anni sono riconducibili al Cambiamento Climatico.
(Photo by Markus Spiske on Unsplash)

Il nostro paese si piazza nella top 10, superato solamente da Myamar, al primo posto, Russia, India, Francia e Cina: tra il 1999 e il 2018 l’Italia ha registrato 19.947 morti riconducibili agli eventi meteorologici estremi.

Nello stesso arco di tempo le perdite economiche sono state quantificate in 32,92 miliardi di dollari, che significa “poco più” di 28 miliardi di euro. Tra le tipologie di catastrofi considerate troviamo terremoti, alluvioni, frane, mareggiate, incendi, ondate di calore e gelo.

Per quanto riguarda invece i disastri ambientali, questi sono la conseguenza di una serie di attività umane consolidate, come la produzione e il consumo di energia, la produzione industriale, i trasporti e l’agricoltura.

In Italia tra il 2017 e il 2018 si sono registrati 217 casi di danno ambientale.

Un numero totale in costante aumento negli anni per effetto delle crescenti indagini giudiziarie e di una più diffusa sensibilità pubblica verso le tematiche ambientali. La maggior parte delle istruttorie per danno ambientale è oggi associata a illeciti compiuti nella gestione dei rifiuti (41%), violazioni in materia di edilizia e paesaggio (19%) e scarichi fuori norma (5%). Il maggior numero di reati ambientali si registrano in  Sicilia, Puglia e Campania con un deterioramento, significativo e misurabile, provocato a specie e habitat protetti, a fiumi e laghi o al suolo.

I disastri ambientali e le calamità naturali possono determinare gravi conseguenze da un punto di vista ambientale, climatico, sanitario, economico e sociale. Se per i danni naturali non possiamo sapere con esattezza il “dove”, il “come” e il “quando” potranno accadere, per le problematiche ambientali invece possiamo muoverci con una maggiore prevedibilità.

Quindi specialmente per questi ultimi, nel futuro sarebbe opportuno affrontarli non solo con misure emergenziali a danno avvenuto ma investendo su prevenzione e pianificazione per ridurre, oltre alla probabilità del verificarsi i danni sul territorio.

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