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Chi era l’Attivista Samir Flores, Eroe di Amilcingo?

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Amilcingo è un piccolo paese di circa 3500 anime, stando a quanto dice Wikipedia, situato nello stato di Morelos, circa 80 chilometri più a sud della capitale, Città del Messico.

Le attrattive di Amilcingo per un turista, scorrendo velocemente sul web, sono, a voler usare un eufemismo, scarse; ma la comunità dallo scorso 20 febbraio ha un luogo e un simbolo in più attorno al quale ritrovarsi: il monumento che ricorda Samir Flores Soberanes, svelato proprio in occasione del primo anniversario della sua morte per la quale ancora non sono stati trovati né mandanti né esecutori

Amilcingo, i campesinos e il Proyecto Integral Morelos

Samir Flores Soberanes nasce nel 1982 da una coppia di campesinos, come tanti ce ne sono in Messico. Campesino si nasce ed esserlo non è sinonimo di una vita facile: il lavoro è duro e la terra è bassa. Ma il legame con questa è forte e da queste parti vale di più del richiamo ancestrale che la terra stimola a chi la lavora a chi ha solo quella per sfamarsi.

Nello stato di Morelos nacque Emiliano Zapata che agli inizi del secolo scorso guidò i braccianti in rivolta nell’occupazione delle terre dei latifondisti che appoggiavano il regime di Porfirio Diaz. Qui Zapata, dopo diverse peripezie tornò a distribuire le terre ai contadini e qui venne ucciso.

Samir Flores, eroe di Amilcingo
In Messico le comunità statali hanno una larga autonomia così come i comuni come Amilcingo sono fondamentali nel tessuto sociale del paese
Photo by Jorge Aguilar on Unsplash

Ad Amilcingo proteggere la terra vuol dire rendere giustizia alla rivoluzione avvenuta ormai un più di un secolo fa. E tra il 2011 e il 2012, improvvisamente l’intera zona piomba in un movimento fervente che insospettisce i locali. Poco a poco si delineano i contorni dell’impresa che sta tentando di realizzare il governo messicano: il Proyecto Integral Morelos.

Si tratta di un complesso di infrastrutture che si compone di 4 pezzi differenti: due centrali termoelettriche, un gasdotto e un acquedotto. Un’opera imponente e affidata a diverse multinazionali: le spagnole Elecnor, Abengoa e Enagas e l’italiana Bonatti.

L’eventualità di un gasdotto che passa nelle campagne preoccupa gli abitanti di Amilcingo e dintorni, sia per gli espropri delle terre, sia per le possibili fughe di gas
Photo by Danil Sorokin on Unsplash

Il progetto sin da subito fa nascere forti malumori nella comunità locale. Alcune stime hanno parlato di circa 740.000 persone che sarebbero colpite da queste installazioni. I disagi sarebbero di vario tipo. In primis il problema delle terre che verrebbero espropriate soprattutto per costruire il gasdotto che attraversa 60 comuni.

Ma al centro delle questioni ci sono anche problemi legati all’inquinamento delle acque (dovuti agli impianti di raffreddamento delle centrali termoelettriche) e dell’aria: due fattori che inciderebbero, e non poco, sulle coltivazioni.

Samir Flores da Amilcingo

Sin dai suoi primi anni di vita Samir Flores si interessa della lotta politica seguendo il ricordo dello zio Vinh Flores, definito “luchador social” (un’espressione che non ha bisogno di traduzione), con un’esperienza nell’URSS della guerra fredda e assassinato nel 1976, 6 anni prima che Samir nascesse.

Quando esplode il caso del Proyecto Integral Morelos, ne fa subito un cardine della sua vita. Si impegna nella lotta sia per bloccare il progetto, sia per garantire chiarezza e informazioni corrette alla gente del posto che si sente scavalcata, defraudata e sola.

Già nel 2012 si unisce al Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra y el Agua (FPDTA) e poco dopo entra nelle fila del Congreso Nacional Indigena, associazione nata nel 1996 allo scopo di rappresentare i diritti e le lotte dei vari popoli indigeni di cui il Messico è ricco. Nel 2013 poi fonda Radio Amilcingo dalle cui frequenze tenta di smuovere le coscienze e a convincere altra gente a essere parte attiva nelle proteste.

Un’intervista a Samir Flores

Tutto questo fino al 20 febbraio 2019. Amilcingo, e tutto lo stato, sarebbero stati chiamati, di lì a pochi giorni a votare una consultazione sul possibile utilizzo delle infrastrutture costruite o in via di costruzione. Ma a fare notizia è stata l’uccisione di Samir Flores, davanti alla sua abitazione alle prime ore della mattina, mentre si stava dirigendo alla sua radio. E il movente, sebbene le autorità messicane abbiano immediatamente percorso le piste della criminalità locale, sembra ben chiaro.

L’eredità di Samir Flores

A più di un anno dalla sua morte la famiglia di Samir Flores Soberanes aspetta ancora giustizia: nessuno è infatti stato incriminato né come mandante, né come esecutore materiale. Il Proyecto Integral Morelos ha però ricevuto una sonora battuta d’arresto: se la consultazione, culminata anche in violenti atti di protesta (sono state bruciate alcune urne elettorali) ha visto approvato il progetto, a luglio un giudice ha decretato la sospensione delle attività.

Una vittoria che rende onore a Samir Flores e a quanti altri si sono battuti in oltre 7 anni per un risultato del genere. Ma la lotta per salvaguardare i diritti delle comunità indigene e rurali è ancora lunga e la resistenza di queste stesse comunità contro i progetti delle multinazionali è la loro unica arma disponibile.

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