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Le api responsabili della impollinazione
Le api responsabili della impollinazione

Senza api non esiste la vita: cosa fare per salvarle

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Tutti conosciamo le api, quei piccoli insetti volanti a strisce gialle e nere: alcuni di noi sono stati punti (e quindi non le hanno proprio in simpatia) mentre altri non le temono, anzi. Sta di fatto che sono molto di più di semplici produttrici di miele: il ruolo delle api, infatti, è fondamentale per l’ambiente in tantissimi modi, a cominciare dal più basilare di tutti: l‘impollinazione, in cui sono aiutate anche da altri insetti come bombi o farfalle. Scopriamo insieme quali sono i motivi per cui le api sono indispensabili e cosa fare per non ucciderle.

Le api sono le migliori impollinatrici che abbiamo

Basti pensare che circa 1/3 del nostro cibo  dipende dall’impollinazione degli insetti: solo in Europa, da questo dipendono oltre 4.000 tipi di verdure: pensate quanti pochi vegetali arriverebbero sul nostro piatto senza gli insetti.

Le api sono responsabili non solo della produzione di miele, ma del 70% della produzione agricola mondiale.
Le api sono responsabili non solo della produzione di miele, ma del 70% del raccolto agricolo mondiale.

Senza dubbio, le colture più nutrienti e apprezzate della nostra dietamolta frutta e verdura come mele, fragole, pomodori e mandorle – sarebbero duramente colpite da un calo numerico degli insetti impollinatori: siamo disposti a vivere senza fragole?

Eppure, abbiamo un dato sconcertante: negli ultimi cinque anni sono scomparsi 10 milioni di alveari nel mondo – al ritmo di quasi 2 milioni l’anno – di cui oltre 200.000 solo in Italia. L’aumento delle temperature e la diffusione di nuovi parassiti stanno mettendo a rischio la salute e la sopravvivenza delle api, con effetti drammatici sulla sicurezza alimentare globale.

Dal ruolo delle api come impollinatori dipende il 70% della produzione agricola mondiale, quindi del cibo che portiamo a tavola. Questo è l’allarme lanciato dall‘Assemblea nazionale de la Spesa in Campagna, l’associazione per la vendita diretta di Cia-Agricoltori Italiani, che hanno lanciato un progetto d’emergenza chiamato ‘”Api, agricoltura e cambiamenti climatici”.

“Se non si interviene subito e in maniera integrata presto le varietà di miele, così come ortaggi e frutta, saranno sempre più scarsi, o non disponibili, in primis nei mercati contadini dove gli agricoltori portano ogni giorno tipicità e biodiversità. Bisognerà comprare a prezzi più alti per avere prodotti di qualità e stare sempre più attenti alla provenienza”.

ha spiegato il presidente nazionale de la Spesa in Campagna, Matteo Antonelli

Le api stanno morendo a causa dei cambiamenti climatici

Non solo miele: dal lavoro delle api dipendono prodotti come mele, pere, ciliegie, albicocche, meloni, pomodori, zucchine, carote, cipolle, fino ad arrivare anche ai foraggi per gli allevamenti. Un ruolo insostituibile, insomma, ma minacciato dai cambiamenti climatici: il rialzo della temperatura del pianeta costringe le api a cambiare habitat e spostarsi di continuo alla ricerca di areali più freschi.

La biodiversità è essenziale alla vita delle api: questi insetti hanno bisogno di differenti specie di fiori. Perciò le monoculture sono letali per la loro sopravvivenza.

I ricercatori dell’Università di Milano hanno condotto una ricerca sulla correlazione tra fenomeni climatici e la disastrosa moria delle api: questo studio ipotizza che, in assenza di interventi, la produzione di miele potrebbe addirittura scomparire da qui a 100 anni.

Perché parliamo di moria di api? Purtroppo, dallo scorso secolo il loro numero è in costante declino. Sono minacciate da pesticidi, dalla perdita di habitat, dalle monocolture, dai parassiti, dalle malattie e, infine, dai cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: l’eliminazione delle sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da adottare per difenderli.

Cosa stiamo già facendo per salvaguardare le api

La ripresa della tradizione millenaria di produzione del miele, l’apicoltura, sta permettendo in molte zone del mondo e dell’Italia di salvaguardare questi insetti, anche attraverso una serie di azioni di tutela e protezione. Innanzitutto, c’è stata una riduzione dell’uso di pesticidi, unita alla rinaturalizzazione degli spazi contro l’avanzata dell’inquinamento. Queste misure, per quanto sembrino banali, sono fondamentali per prevenire la scomparsa delle api.

“È fondamentale quindi promuovere misure che favoriscano e tutelino lo sviluppo dell’apicoltura innanzitutto, occorre sostenere i piccoli apicoltori: il cittadino che compra il miele al mercato contadino, nelle botteghe della nostra associazione la Spesa in Campagna, aiuta gli apicoltori e, con loro, difende la biodiversità e l’economia del paese”.

ha sostenuto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino

L’Unione Europea segue una politica agricola comune (la PAC), che rappresenta circa il 40% del bilancio complessivo. Solo nel 2018 l’Ue ha fornito sostegni agli agricoltori per oltre 58 miliardi di euro. La PAC è una delle politiche cruciali della Ue, con un impatto diretto sull’economia e sulla sicurezza alimentare, poiché i finanziamenti alle attività agricole comportano effetti diretti sul paesaggio. Ma questo modello può essere migliorato.

Cosa dobbiamo ancora fare per proteggere le api

Innanzitutto, occorre far fronte all’insieme degli impatti negativi dell’agricoltura sull’ambiente e sugli impollinatori (le monoculture, le agricolture intensive e l’utilizzo massiccio di pesticidi, specialmente). Per riuscirci, occorre riqualificare gli investimenti pubblici al fine di migliorare e non deteriorare ulteriormente le condizioni ambientali.

L’alveare (la “casa” delle api) è una delle strutture sociali più avanzate in natura, al pari dei formicai

BeeLife Coordinamento Apistico Europeo propone una nuova PAC incentrata sul ruolo degli impollinatori (e quindi delle api) e delle misure specifiche che contribuiscano alla salvaguardia degli impollinatori. Quest’ultimi sono degli alleati determinanti per tutto il settore agricolo: la loro salute e abbondanza può aiutare a verificare e misurare i risultati di indirizzi e di incentivi pubblici.

BeeLife sostiene tutte le misure che mirano ad aumentare le risorse nutrizionali a disposizioni di questi insetti e a migliorare gli habitat a favore della biodiversità. Tuttavia, è indispensabile che queste misure siano attuate parallelamente ad una riduzione dell’uso di pesticidi.

Le misure proposte prevedono un Eco-schema impollinatori: un “pacchetto” di misure che siano criterio di ammissibilità ai benefici per gli agricoltori. Gli eco-schemi sono un’opportunità unica per investire le risorse della PAC a favore dell’agricoltura e della biodiversità, perché incentivare le buone pratiche e premiano gli agricoltori disposti ad andare oltre i requisiti obbligatori.

L’eco-schema impollinatori comporta misure benefiche per le api e gli impollinatori, ad esempio prevede di dedicare almeno il 10% delle colture agli impollinatori. Le misure includono anche la diversificazione delle colture (il modo più efficace per garantire loro la sopravvivenza) ed anche il divieto di uso preventivo o sistematico di pesticidi.

Come l’agricoltura deve evolversi per garantire la sopravvivenza delle api

Le misure proposte dalla PAC per far sì che le agricolture diventino più ecosostenibili e riescano a garantire la sopravvivenza delle api e di tutti gli altri impollinatori sono:

  • Misure agroambientali e climatiche, che garantiscano dei sistemi di produzione rispettosi dell’ambiente – con l’aiuto delle energie rinnovabili.
  • Formazione di esperti sulle esigenze e sui pericoli in cui incorrono gli impollinatori, per la tutela degli impollinatori e per la salvaguardia della biodiversità.
  • Sussidi e investimenti in tecniche non dannose per api e impollinatori (ovvero tecniche dropleg, robot autonomi invece di erbicidi, big data, sensori RFID, feromoni, immagini satellitari, agricoltura di precisione).

Con specifiche e adeguate misure della PAC, le autorità possono, diversamente dal passato, garantire il progresso di un’agricoltura attenta alla biodiversità e sensibile alla salvaguardia degli impollinatori, migliorando efficacemente le pratiche degli agricoltori, nelle condizioni di campo.

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