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Tabacco: 3 Piccoli Accorgimenti per Inquinare di Meno

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Che il vizio del fumo sia dannoso – e che il tabacco inquini moltissimo – si sa già fin troppo bene. Anzi, capita spesso che gli stessi fumatori siano i primi ad essere perfettamente consapevoli delle proprie (cattive) abitudini. Eppure, smettere è parecchio difficile.

Questo articolo non vuole essere una paternale sulla pericolosità del fumo, su quanto il tabacco sia dannoso per la salute del fumatore (e di tutti coloro che lo circondano) e su quanto alto sia il costo ambientale perché partiamo dal presupposto che il fumatore che ci sta leggendo lo sappia già.

La consapevolezza di sbagliare spesso non è un deterrente così forte da impedire di perseverare nel vizio: se così fosse, di certo le multinazionali del tabacco non sarebbero miliardarie. Perciò, possiamo solo ricordarvi che fumare fa malissimo (basterebbe citare: tumori, malattie cardiovascolari, invecchiamento precoce e molto altro…) e che inquina terribilmente (le cicche di sigarette inondano le spiagge del globo e non è un bello spettacolo) ma il resto sta a voi: smettete di fumare, davvero.

Fumare tabacco
Photo by fotografierende on Unsplash

Se non siete ancora pronti, almeno seguite questi piccoli accorgimenti per limitare al minimo indispensabile il vostro impatto ambientale.

Non gettare i mozziconi a terra, mai

I mozziconi di sigaretta (come anche quelli di tabacco trinciato) vengono quotidianamente dispersi nell’ambiente, dove versano nicotina e metalli pesanti prima di trasformarsi in microplastiche inquinanti. Insomma, una lunga trafila che uccide (non così lentamente) gli ecosistemi in maniera definitiva.

Parliamo un po’ di numeri: ogni anno – secondo National Geographic – vengono acquistate nel mondo circa 6,5 trilioni di sigarette che equivalgono a 18 miliardi di sigarette ogni giorno. Solamente 1/3 di queste vengono gettate nell’immondizia.

Queste cicche (che non rilasciano solo tabacco, ma tantissime sostanze chimiche inquinanti) vengono gettate ovunque: dalla finestra, per strada, tra i binari del treno. Ma soprattutto nei tombini e nei corsi d’acqua per arrivare, alla fine, negli oceani. 

If you smoke, please don’t leave your butts behind

Posted by Karen Catbird on Monday, June 24, 2019
Una fotografia straziante di un uccello marino che nutre il piccolo con un mozzicone di sigaretta, scambiato per un verme

I filtri del tabacco – introdotti negli anni ’50 in seguito alla scoperta della reale pericolosità del fumo – inquinano tantissimo perché sono composti praticamente di plastica. Il nome del polimero è diacetato di cellulosa. Secondo una stima, solo nel 2005 l’ambiente degli Usa è stato invaso da un volume di acetato di cellulosa pari a 188 milioni di litri. Una quantità assurda.

I mozziconi di sigarette trasportano un pesante carico di materiale tossico pericoloso per la fauna marina: in poche parole, uccidono i pesci nell’oceano.

Evitare di fumare tabacco in luoghi stretti e affollati (come le fermate del bus)

Fumare tabacco aumenta la concentrazione locale (cioè nello spazio immediatamente attorno al fumatore) di particolato atmosferico.

Secondo uno studio pilota condotto in California, sotto le pensiline degli autobus un’unica sigaretta aumenta la concentrazione di Pm 2,5 di 16-35 volte rispetto ai valori prodotti dalle auto e dai camion che transitavano sulla strada: insomma, mica poco.

Ovviamente, il problema dell’inquinamento e della concentrazione di polveri sottili nelle grandi città non è di certo attribuibile alle (sole) sigarette: smog, traffico e industrie pesanti contribuiscono già da sé fin troppo bene. Ma il tabacco fornisce quel che di aggiuntivo che, specialmente nei luoghi in cui si è più a stretto contatto con altre persone, è decisamente evitabile.

Una sigaretta può inquinare dieci volte più di un’auto diesel

Roberto Boffi, responsabile della pneumologia all’Istituto nazionale dei tumori di Milano

Vietare il fumo di sigarette, tabacco (soprattutto nei luoghi chiusi e affollati, ma anche all’aperto) può migliorare in modo significativo la qualità dell’aria che respiriamo. Alcune nazioni come la Svezia, o diverse grandi città hanno già introdotto questi tipo di restrizioni.

Un po’ di accessori per i fumatori, per inquinare meno

Come abbiamo già detto, smettere di fumare è particolarmente complesso. Appurato che fumare è dannoso per sé (malattie), per chi ci circonda (polveri sottili) e per l’ambiente (microplastiche e sostanze tossiche) se non siamo ancora pronti per smettere del tutto, almeno cerchiamo di limitare l’impatto del tabacco il più possibile.

Photo by Ray Reyes on Unsplash

Come? Attrezzandoci con creatività, naturalmente.

Posacenere Portatile

Ne vendono di ogni tipo, misura, prezzo e fantasia. Anzi, spesso li regalano anche come gadget – a me è successo su una barca in Sardegna, lo scorso anno – e bisogna ammettere che un po’ di differenza la fanno.

C’è da dire anche che ho visto persone gettare mozziconi a terra anche nei pressi di un posacenere di vetro o di un cestino della spazzatura, ma per molte persone (civili) avere un posacenere portatile cambia un po’ tutto.

Diciamo che il fumatore medio non si cura moltissimo del luogo in cui sta gettando la sigaretta o il mozzicone di tabacco (scusandosi con frasi banalissime come “tanto domani passa lo spazzino”) ma finché si tratta di una strada di fronte un bar va anche “bene” (no, ovviamente, ma come fai a correggere una cattiva abitudine così radicata?) ma in altre situazioni decisamente meno.

Come una spiaggia, ad esempio. Una barca nel mare. Un lago in montagna, un fiume in campagna, un boschetto nei pressi di un piccolo paese. Spendete 4,99 euro per un posacenere portatile da tenere in borsa, in macchina o ovunque voi vogliate e portatevelo dietro.

Accendini ecologici (meglio i fiammiferi, più vintage)

Ok, forse ecologico non è proprio l’aggettivo più adatto, ma sempre meglio dei soliti bic che vengono persi (o rubati, ma poi comunque persi) dopo meno di due giorni dall’acquisto – e che comunque valgono meno di una gomma da masticare. Ah, e sono super inquinanti.

Ci sono delle alternative più sostenibili, come gli accendini ricaricabili USB (che non contengono gas) o anche quelli solari: ne esistono di tantissimi tipi, di certo preferibili a quelli classici che costano 0,99 cent.

Per i più amarcord, come rinunciare al fascino intramontabile dei fiammiferi? Costano certamente meno e il prezzo ambientale è pressoché nullo.

Proposta bonus: cosa accadrebbe se al posto del tabacco fumassimo… cannabis (legale)?

No, non parliamo solamente della cannabis legale proposta negli ultimi anni in Italia (anche se i numeri parlano chiaro: ha tolto un po’ di mercato alle lobby del tabacco).

L’economia gira diversamente quando la marijuana è legale: si colpiscono i profitti dei cartelli criminali, si generano investimenti ed introiti allo Stato e soprattutto… ne beneficia l’ambiente. Ma questo argomento è ancora molto discusso, la strada da fare è lunga (e piena di ostacoli) eppure per moltissimi rappresenta un potenziale non da poco per cambiare radicalmente il nostro modo di vivere, pensare e.. fumare.

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