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Terremoto: qual è la differenza tra Magnitudo e Intensità?

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L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del mondo data la sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica. La possibilità del verificarsi di un terremoto ad elevata magnitudo è più o meno significativa in tutte le aree del nostro bel paese, con particolare attenzione lungo la dorsale appenninica, la parte centro-meridionale della Penisola ma anche alcune aree settentrionali, come il Friuli e parte del Veneto. L’unica eccezione è la Sardegna che non risente particolarmente di eventi sismici.

Edificio distrutto dal terremoto in Irpinia il 23 novembre 1980
23 novembre del 1980, il terremoto in Irpinia: è stato uno dei terremoti più forti e devastanti del XX secolo in Italia. Con magnitudo momento 6.9, causò enormi devastazioni tra Campania e Basilicata: una delle aree più colpite fu l’Irpinia, per questo è conosciuto come il terremoto dell’Irpinia.
(Photo by Yves Moret on Unsplash)

Dobbiamo quindi, purtroppo, imparare a convivere e gestire in modo preventivo il verificarsi di questi eventi. Lo sanno bene le comunità che negli ultimi anni sono stati protagonisti di terremoti che hanno distrutto parte della loro vita.

Terremoto in Italia: Emilia 2012

Tra questi, i cittadini della Pianura Padana emiliana, che esattamente 8 anni fa hanno subito un evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate tra le province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, ma avvertite anche in un’area molto vasta comprendente tutta l’Italia Centro-Settentrionale e anche all’estero.

La prima scossa più forte, di magnitudo 6.1, si verificò il 20 maggio 2012 e successivamente accompagnata da altre nelle seguenti due settimane. Un’evento che vide la perdita di vite umane e della rovina di numerose strutture pubbliche e private che solo oggi iniziano a tornare fruibili dalla popolazione, come il Duomo di Santa Maria Maggiore a Mirandola, riaperto lo scorso settembre.

Opere di ripristino per le quali, purtroppo, il nostro paese è spesso chiamato a rispondere ma ogni volta è messo a dura prova e stenta nel risollevarsi facendo scelte non funzionali e immediate.

Tutto però dipende anche dallo status in cui vertono certi edifici: ad ogni terremoto le strutture vengono compromesse in modo diverso. Per questo motivo, ad ogni evento sismico sentiamo nominare a dei parametri diversi, Magnitudo ed Intensità. Ma dove sta la differenza? Uno rappresenta l’unità di misura della scala Richter e l’altro della Scala Mercalli.

Misurare un terremoto: qual è la differenza tra Magnitudo e Intensità?

La Scala Richter

Definita così dal sismologo americano Charles Richter nel 1935, questo metro di giudizio permette di valutare la quantità di energia sprigionata da un terremoto, definita paragonandola all’equivalente energia rilasciata da una bomba.

Crepa nel muro
La violenza di un terremoto è descritta sia dalla magnitudo sia dall’intensità
(photo by Andrew Buchanan on Unsplash)

L’unità di misura di riferimento è la Magnitudo, identificata su una scala che va da un valore 0 (corrispondente a un evento insignificante) fino a 10 (evento catastrofico, fortunatamente mai registrato). Per fare un esempio, l’energia della bomba sganciata su Hiroshima corrisponde a un terremoto di Magnitudo 6.

I più piccoli terremoti percepiti dall’uomo hanno magnitudo molto basse (intorno a 2.0) e sono molto frequenti, si stima che nel corso di una giornata ne avvengano circa 1000. Mentre quelli che possono provocare danni hanno in genere una magnitudo superiore a 5.5.

Eventi con magnitudo di 4,5 o superiore sono abbastanza forti da essere registrati dai sismografi di tutto il mondo. I terremoti più potenti registrati sono di magnitudo 8 o 9 e avvengono con frequenza di circa uno all’anno. Il più grande mai registrato si verificò il 22 maggio 1960 in Cile ed ebbe una magnitudo di 9,5.

Video realizzato da Caterina Zei sulla differenza tra magnitudo e intensità di un terremoto

La Scala Mercalli

La scala Mercalli invece, ultimata nel 1902 dal geologo italiano Giuseppe Mercalli, valuta gli effetti di un terremoto su strutture, cose e persone. Considera 12 gradi di intensità, partendo dal grado 1 (sisma avvertito solo dagli strumenti geofisici) al grado 12 (per eventi apocalittici con danneggiamenti e distruzioni totali di manufatti e perdita di numerose vite umane). Gli effetti di un terremoto possono essere molto diversi da luogo a luogo, quindi un singolo terremoto avrà in luoghi diversi differenti valori di intensità.

Quindi, quando si verificherà un terremoto che avrà degli effetti evidenti sulla superficie, verrà  identificato con il valore dell’energia tramite la magnitudo su base puramente strumentale, ed anche un valore di intensità sulla scala Mercalli su valutazioni soggettive.

…e se per esempio un terremoto si verifica nel deserto?! In questo caso, anche se sprigionerà un energia fortissima è possibile che gli effetti registrati su cose e persone possano essere bassissimi o nulli data la bassa densità dell’area!

Lo stesso vale per 2 terremoti con stessa Magnitudo, ma uno che interessa un’area densamente antropizzata, ad esempio una metropoli, e l’altro in un area remota come in Groenlandia. I danni registrati saranno ovviamente molto diversi.

Quindi ogni terremoto è definito da un valore di Magnitudo ma non per forza anche da un grado di intensità nella scala Mercalli.

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