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Trump, a chi convengono le nuove norme sui consumi di carburante?

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Come ampiamente previsto e annunciato da tempo (i progetti erano nel cantiere dell’EPA, l’Enviromental Protecion Agency), Donald Trump ha annunciato un nuovo regolamento per quanto riguarda gli standard sui consumi di carburante delle macchine.

Trump, cosa cambia rispetto alle normative di Obama

Vengono quindi cancellati i precedenti standard, risalenti alla precedente presidenza Obama, in cui venivano posti ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni. Il progetto, partito nel 2012, era stato salutato come uno storico successo dalla stessa amministrazione democratica e avrebbe dovuto portare, al 2025, all’eliminazione complessiva di circa 6 miliardi di tonnellate di gas serra.

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America
Photo by Library of Congress on Unsplash

Sostanzialmente il progetto di Obama imponeva alle industrie automobilistiche di migliorare ogni anno del 5% le loro emissioni, mentre i nuovi standard congelano a 1,5 punti percentuali il miglioramento annuo richiesto. Donald Trump ovviamente festeggia annunciando le nuove normative su twitter citando il precedente regolamento definendolo “impossibile da soddisfare” e attaccando le troppe tasse a cui erano sottoposti i compratori di macchine americani.

A chi conviene il nuovo regolamento proposto da Trump?

E proprio a loro – alle famiglie americane – si rivolge il presidente, invitandole ad “acquistare americano” per far ripartire l’economia al termine dell’epidemia di Covid-19 – proprio grazie alle nuove norme che renderanno le macchine più economiche. Il risparmio economico per i singoli acquirenti (e consumatori, in tutti i sensi) è il tasto più battuto nella vulgata ufficiale che parla di circa 1.400 dollari in meno di spesa per un veicolo. Ma sulla stessa questione le opinioni sono varie.

Perché, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono mancati malumori da parte delle maggiori compagnie automobilistiche statunitensi che in questi anni hanno investito fortemente sulle nuove tecnologie (in particolare sulle macchine elettriche o ibride) e che ora potrebbero essere costrette a licenziare molti ingegneri oltre a pregiudicare parte degli investimenti fatti in questo campo.

Inoltre c’è anche il parere contrario di Consumer Reports, organizzazione senza scopo di lucro, che ha fatto uscire un report dimostrando come i costi per gli americani sarebbero più alti per via del maggior consumo di carburante (stimato in circa 3300 dollari per veicolo) che cadrebbe per circa il 70% sui pickup truck, minivan e SUV (indicati dallo stesso Trump come le macchine che gli americani vogliono). La battaglia ancora non è finita, però, perché probabilmente diversi governatori potrebbero impugnare le nuove ordinanze e contestarle. La partita è insomma appena all’inizio

L’ambiente, declinato in questo caso come quantità e qualità di emissioni prodotte dalle automobili, è quindi nuovamente terreno di scontro destinato a dividere il paese. Una divisione che è anche nelle parole. I maggiori quotidiani statunitensi, infatti, nei loro titoli, rispetto alle decisioni della presidenza Obama, parlano di roll-back che richiama un’espressione da guerra fredda, del passato. Trump contrattacca parlando della propria visione del futuro: la speranza è che la cambi prima che sia troppo tardi

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